May
04

2020

La CTP di Milano conferma che il regolamento 76/2008 non poteva introdurre nuovi criteri di spettanza del credito imposta ricerca e sviluppo



La giurisprudenza milanese si è pronunciata su uno dei temi più sentiti: la spettanza del credito d’imposta ricerca e sviluppo indipendentemente dall’inserimento del credito nella dichiarazione dei redditi.

La sentenza 196 del 12 febbraio 2020 della Commissione tributaria provinciale di Milano, accogliendo la tesi difensiva della società, afferma due importanti principi:

  1. L’art. 1, comma 280, della Legge 296/2006 sancisce espressamente che alle imprese, per il sol fatto di aver posto in essere progetti di ricerca industriali e sviluppo precompetitivo, è attribuito un credito d’imposta.
  2. Che la previsione del successivo comma 282 (circa l’indicazione del credito in dichiarazione) – logicamente, nell’anno di maturazione e non nell’anno di utilizzo (ndr) – avrebbe potuto essere soggetta a sanzione in caso di inadempimento da parte del regolamento delegato, giammai però avrebbe potuto determinare il disconoscimento del credito. La decadenza dal beneficio, infatti, non può essere una sanzione amministrativa, giacché l’art. 2 del D.Lgs. 472/1997 (che reca disposizioni generali in materia di sanzioni tributarie) prevede che le violazioni delle norme fiscali possono essere punite unicamente con sanzioni di natura pecuniaria ovvero con le sanzioni accessorie previste dall’art. 21 dello stesso decreto.

Sebastiano Stufano

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