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Category : Attualità


L’art. 20 d.p.r. 131/1986 in origine riproduceva quasi esattamente il testo dell’art. 19 d.p.r. 634/1972, formulato, in occasione della riforma degli anni ‘70 del secolo scorso, proprio in funzione del superamento del dibattito dottrinale che si era avuto intorno all’art. 8 R.D. 3269/1923, e che aveva riguardato, appunto, i dubbi interpretativi in ordine alla portata interpretativa del termine “effetti” (senza altra specificazione) degli atti, contenuto in quest’ultima norma. Il dibattito si era focalizzato esattamente sull’interpretazione di quell’espressione, vale a dire se essa dovesse essere intesa come riferimento agli “effetti giuridici” ovvero agli “effetti economici” degli atti sottoposti a imposta di registro.


Al fine di favorire la ricerca innovativa in campo industriale, l’art. 1, c. 280, l. 296/2006 ha attribuito alle imprese, per i periodi di imposta 2007, 2008 e 2009, un credito di imposta pari al 10% dei costi sostenuti per l’espletamento di attività di ricerca e sviluppo in ambito industriale. In altre parole, le società, per il solo fatto di avere posto in essere progetti volti al potenziamento dei propri prodotti e processi industriali, maturavano automaticamente un credito di natura fiscale da poter utilizzare in compensazione con le imposte dovute.


Nei procedimenti penali per reati tributari il cui dibattimento è iniziato prima del 22 ottobre 2015, data di entrata in vigore del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, l’intervenuto pagamento dell’intero debito fiscale prima del giudicato permette l’applicazione della causa di non punibilità prevista dall’art. 13 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74.

Questo principio è stato affermato di recente dal Tribunale di Milano, sezione I penale, in un processo per omesso versamento I.V.A., la cui prima udienza era stata celebrata il giorno 10 dicembre 2014, quasi un anno prima della riforma dei reati tributari.


La Circolare Assonime n. 16 del 19 maggio 2015, ha affrontato alcuni rilevanti aspetti della procedura di voluntary disclosure per l’emersione ed il rientro di capitali detenuti all’estero di cui alla Legge n. 186 del 15 dicembre 2014. In particolare, la Circolare in oggetto fornisce alcuni chiarimenti su talune controverse tematiche, anche in parte richiamandosi alla Circolare dell’Agenzia delle Entrare n. 10/E del 13 marzo 2015.