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Category : Attualità


Nei procedimenti penali per reati tributari il cui dibattimento è iniziato prima del 22 ottobre 2015, data di entrata in vigore del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, l’intervenuto pagamento dell’intero debito fiscale prima del giudicato permette l’applicazione della causa di non punibilità prevista dall’art. 13 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74.

Questo principio è stato affermato di recente dal Tribunale di Milano, sezione I penale, in un processo per omesso versamento I.V.A., la cui prima udienza era stata celebrata il giorno 10 dicembre 2014, quasi un anno prima della riforma dei reati tributari.


La Circolare Assonime n. 16 del 19 maggio 2015, ha affrontato alcuni rilevanti aspetti della procedura di voluntary disclosure per l’emersione ed il rientro di capitali detenuti all’estero di cui alla Legge n. 186 del 15 dicembre 2014. In particolare, la Circolare in oggetto fornisce alcuni chiarimenti su talune controverse tematiche, anche in parte richiamandosi alla Circolare dell’Agenzia delle Entrare n. 10/E del 13 marzo 2015.


Durante il primo semestre del 2010, il Ministero delle Finanze spagnolo ricevette un elenco di 659 contribuenti spagnoli, clienti delle filiali svizzere di HSBC. Questo elenco venne fornito dall’ex impiegato dell’istituto bancario, Hervè Falciani il quale decise, agendo così, di violare le leggi svizzere e commettere un reato penale.

Ciononostante, il fisco spagnolo procedette poche settimane dopo a notificare 558 comunicati o ingiunzioni al pagamento ai contribuenti di quella lista. In dette ingiunzioni, il Ministero delle Finanze comunicava ai contribuenti che aveva in suo potere informazioni e dati secondo i quali questi soggetti disponevano di fondi nei conti della HSBC svizzera per le annualità ancora accertabili.

Di seguito, si avvertivano i contribuenti che all’Agenzia delle Entrate non  risultava  che avessero dichiarato nell’IRPEF redditi provenienti da questi fondi durante l’ultima dichiarazione dei redditi e gli veniva richiesto di presentare le dichiarazioni alle quali fossero obbligati.


Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha firmato due decreti ministeriali che modificano le black list sulla “indeducibilità dei costi” e sulle “Controlled Foreign Companies (CFC)”, già emanate in attuazione rispettivamente degli articoli 110 e 167 del testo unico delle imposte sui redditi.

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