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2016

L’art. 20 IN MATERIA DI REGISTRO NON E’ UNA NORMA ANTIELUSIVA



Oggetto: IMPOSTA DI REGISTRO
Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia– sez. 27 sent. N. 955/2016 del 22 febbraio 2016 – Pres. Giuseppe Ezio Cusumano e Rel. Giacomo Rota

INTITOLAZIONE: IMPOSTA DI REGISTRO – CONFERIMENTO RAMO D’AZIENDA – ABUSO DEL DIRITTO – CONTRADDITTORIO ENDOPROCEDIMENTALE

 

MASSIMA:

Il conferimento di ramo d’azienda a favore di una società neo costituita, seguito da cessione delle partecipazioni ricevute da quest’ultima ad altra società non è riqualificabile quale cessione diretta d’azienda  da assoggettare ad imposta di registro proporzionale.
Ai sensi dell’art. 20 d.P.R. n. 131 del 1986, gli atti presentati alla registrazione vengono tassati esclusivamente alla luce della loro natura intrinseca e dei loro effetti giuridici, desunti nei limiti della qualificazione civilistica ad essi attribuita. Ne consegue che l’Amministrazione finanziaria, al contrario di quanto accade per le imposte dirette,  non è legittimata a dar rilievo al risultato economico complessivo dell’operazione, ma ad applicare l’imposta di registro sulla base dell’effetto giuridico di ogni singolo atto.  L’art. 20 d.P.R. n. 131 del 1986 non ha dunque portata antielusiva generale.

Nel caso in esame, ai fini dell’imposta di registro, le cessioni devono essere ex lege valutate singolarmente e pertanto il risparmio fiscale eventualmente conseguito non integra un abuso del diritto; tuttavia, se pur si volessero ricomprendere tali atti nel novero delle condotte abusive,  l’avviso di liquidazione sarebbe in ogni caso invalidato dall’assenza del contradditorio preventivo con il contribuente.

Il Collegio non condivide infatti la distinzione sancita dalla Corte di Cassazione e Sezioni Unite con sentenza n. 24823 del 2015, tra tributi armonizzati e non ai fini del necessario esperimento di contradditorio preventivo in mancanza di una espressa previsione normativa.

La Commissione sostiene l’operatività generale dell’obbligo di contraddittorio endoprocedimentale quale conseguenza dell’applicazione dei principi costituzionali di eguaglianza ex. art. 3, di diritto alla difesa ex. art. 24 e di buon andamento della pubblica amministrazione ex. art. 97.

Riferimenti normativi: Art. 20 d.P.R. 131 del 1986 e art. 37-bis del d.P.R. 600 del 1973.

Riferimenti giurisprudenziali conformi: Cass. Civ. del 25 novembre 2015 n. 24024;

  • Cass. Civ. dell’11 dicembre 2015 n.25005;
  • Comm. Trib. Provinciale di Milano n. 153/2012;
  • Comm. Trib. Provinciale di Reggio Emilia 126/2012;
  • Cass. Civ. del 7 novembre 2012 n. 19234;
  • Cass. Civ. del 14 gennaio 2015 n. 406.

Riferimenti giurisprudenziali difformi: Cass. Sez.U. del 9 dicembre 2015 n. 24823

Rosa Galetta

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