Nov
07

2017

È necessario l’avviso di accertamento per stabilire la detraibilità dei costi documentati dal contribuente.



L’Amministrazione finanziaria non può emettere una cartella utilizzando lo strumento del controllo formale, di cui all’art. 36 ter d.P.R. 600/1973, nel caso in cui sia necessario interpretare e valutare la documentazione prodotta dal contribuente, allo scopo di determinare la detraibilità dei costi. In questa ipotesi è necessario un avviso di accertamento esplicitamente motivato.

Questo è quanto affermato dalla Ctp di Milano con la sentenza in esame che riguarda la detrazione dei costi per il recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico, sostenuti e documentati dal contribuente. La mancata emissione degli avvisi di accertamento, con riferimento all’anno in cui i costi sono stati sostenuti e hanno dato origine al presupposto del diritto alla detrazione, non permette infatti al contribuente di far valere le proprie ragioni in sede di contraddittorio necessario.

Questo principio è consolidato nella giurisprudenza di legittimità (tra le tante Cass. Civ. n. 5464/2008 e Cass. Civ. Sez. V n. 8359/2006) secondo cui il potere attribuito agli uffici finanziari, in base all’art. 36 – ter del d.P.R.600/1973, di escludere la detrazione dall’imposta dei costi, non è esercitabile quando, per stabilirne l’indetraibilità, sia necessario procedere all’ interpretazione della documentazione allegata, occorrendo in tali casi un atto di accertamento esplicitamente motivato.

Dott.ssa Pamela Nittoli

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