Mar
29

2015

SACROSANTO IL DIRITTO AL CONTRADDITTORIO PRE-CONTENZIOSO, LO IMPONE LA STRUTTURA DEL PROCESSO TRIBUTARIO IN CUI NON C’E’ SPAZIO PER L’ATTIVITA’ ISTRUTTORIA.



INTERVISTA A DOMENICO CHINDEMI, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE PER LA LOMBARDIA

Ringraziamo il Dott. Chindemi, presidente della Commissione Tributaria Regionale per la Lombardia, per aver accettato di fare questa intervista con noi.
Grazie a voi.


Cosa per Lei non funziona nel processo tributario e quali sono i cambiamenti che secondo la sua opinione bisognerebbe fare alla struttura del processo tributario così come è ora?

Il processo tributario è un buon processo. Certamente è sbilanciato, allo stato, a favore dell’Amministrazione Finanziaria e non del contribuente perché vi è il problema della capacità impositiva che impone, secondo l’orientamento della Cassazione, il sacrificio di alcuni diritti. Ne sono un esempio:

  • la decadenza del contribuente, che va rilevata d’ufficio mentre quella dell’Amministrazione Finanziaria deve essere eccepita;
  • il ruolo e la funzione della consulenza tecnica d’ufficio, che non può mai essere utilizzata per supplire a deficit probatori dell’Amministrazione;
  • la possibilità di costituirsi per l’Agenzia delle Entrate senza incorrere in particolari decadenze nel giudizio tributario mentre se il contribuente non si costituisce nei termini è soggetto alla sanzione di inammissibilità.

Quali cambiamenti ritiene utili per il processo tributario? E quali di questi sono contenuti anche nel nuovo progetto di riforma del processo tributario?

Il progetto di riforma mira ad eliminare alcune discrasie che ci sono nel processo tributario, come ad esempio la previsione dell’esecutorietà della sentenza per entrambe le parti anche in caso di richiesta di rimborso. Allo stato, la sentenza diventa esecutiva solo per l’Amministrazione Finanziaria, a seguito dell’accertamento esecutivo, ma non a favore del contribuente. Il progetto di riforma consentirà di parificare le posizioni delle parti sotto questo aspetto.

Un altro elemento favorevole è la possibilità di consentire la conciliazione anche nel giudizio di appello, ove ormai già entrambe le parti hanno messo in tavola le carte e quindi è più facile addivenire a soluzioni alternative. Oggi, è possibile soltanto nel primo grado di giudizio….

View Fullscreen