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11

2014

VOLUNTARY DISCLOSURE: COME FUNZIONA NEGLI U.S.A.



Il primo programma di Voluntary Disclosure (OVDP Offshore Voluntary Disclosure Program) è stato introdotto negli Stati Uniti nel 2009; successivamente nel 2011 e nel 2012 sono stati previsti due ulteriori programmi che hanno apportato alcune modifiche al previgente sistema. A partire dal 1 luglio 2014, sono entrati in vigore ulteriori emendamenti che hanno inciso sulla disciplina prevista nel 2012, ponendosi tuttavia in continuità con la disciplina prevista dalle precedenti versioni.

I tre programmi di Voluntary Disclosure adottati negli USA hanno comportato la regolarizzazione di 45.000 posizioni e il versamento di $6.5 miliardi comprensivo di tasse, interessi e sanzioni. Infatti, i contribuenti che hanno aderito al programma di Voluntary disclosure, per regolarizzare la loro posizione hanno pagato per l’intero ammontare le tasse, nonché gli interessi e le sanzioni previste dal programma.

L’attuale programma di Voluntary Disclosure, in vigore a partire dal 2012 e recentemente modificato, a differenza dei programmi precedenti del 2009 e del 2011, non prevede un termine entro cui applicare la disclosure. Anche se la IRS (Internal Revenue Service) si è riservata la facoltà di modificare il programma in qualsiasi momento, introducendo, se del caso, un termine entro il quale aderire allo stesso.

Le sanzioni previste dal programma OVDP del 2012 sono più gravose rispetto alle versioni precedenti ma sono, allo stesso tempo, previsti alcuni benefici tali da incentivare il contribuente a rendere noti i conti esteri.

Infatti, a chi opta per la disclosure per redditi non dichiarati derivanti da conti correnti esteri sono assicurati effetti premiali riguardo alle implicazioni penali connesse all’emersione, ma occorrerà versare per intero le imposte evase oltre gli interessi. Qualora il contribuente adempia puntualmente a tutti gli obblighi previsti dal programma, non potrà essere iniziato a suo carico alcun procedimento penale connesso alla mancata tassazione di attività finanziarie detenute all’estero.

Tale beneficio viene meno qualora intervenga una violazione durante la procedura di disclosure o venga commesso un illecito al termine dell’operazione di rimpatrio. In questo caso il contribuente, ricorrendone i presupposti, potrebbe essere sottoposto a procedimento penale con l’applicazione delle relative sanzioni.

Un ulteriore vantaggio deriva dal fatto che l’adesione al programma permette al contribuente di prevedere tutti i costi che dovrà sostenere per regolarizzare la propria situazione.

Nel caso in cui il contribuente decida di non aderire alla Voluntary Discosure, bensì di rimpatriare segretamente i capitali stranieri, sarà sottoposto, qualora l’Amministrazione ne venga a conoscenza, alle pene che potrebbero derivare dal suo comportamento, oltre al pagamento delle tasse, delle sanzioni e degli interessi,

I requisiti necessari affinché si possa aderire al programma di Voluntary Disclosure sono:

  • la presentazione di tutta la documentazione richiesta dall’IRS in merito a tutte le attività finanziarie detenute all’estero e le dichiarazioni dei redditi presentate negli anni di imposta sottoposti a controllo;
  • una volontaria, puntuale e sincera collaborazione del contribuente nelle operazioni di disclosure affinché si regolarizzino tutte le attività detenute dal contribuente;
  • il versamento delle sanzioni amministrative dovute per aver detenuto all’estero attività finanziarie pari al 27,5% (aumentate al 50% nei casi in cui è iniziato l’accertamento), gli interessi e le sanzioni concernenti la regolarizzazione della propria posizione e, qualora applicabili, le sanzioni inerenti la dichiarazione infedele e l’omesso versamento, nonché il pagamento anticipato del 20% delle sanzioni calcolate in base al complessivo ammontare delle attività finanziarie che si intende rimpatriare;
  • la firma di un accordo di cooperazione con l’IRS e il dipartimento di Giustizia avente ad oggetto la trasmissione di informazioni riguardanti sia le istituzioni finanziarie straniere sia i professionisti che assistono coloro che detengono attività finanziarie all’estero.

La principale novità introdotta nel 2014 concerne la previsione di una sanzione pari al 50% applicabile a partire dal 4 agosto 2014 nei seguenti casi: i) l’istituzione finanziaria straniera in cui il contribuente deteneva un conto o un professionista che ha collaborato con il contribuente affinché lo stesso mantenesse una disponibilità finanziaria all’estero, sono stati sottoposti ad accertamento da parte dell’IRS o del Dipartimento di giustizia in relazione a conti intestati ad un cittadino statunitense; ii) l’istituzione o il professionista di cui al punto i) hanno deciso di collaborare in un’inchiesta governativa in relazione ai conti esteri; iii) l’istituzione finanziaria estera o il professionista sono stati chiamati a comparire nell’ambito di un procedimento giudiziario avente ad oggetto informazioni su contribuenti intestatari di conti presso quell’istituto stesso o su soggetti che si sono avvalsi della collaborazione del medesimo professionista.

In particolare alla data del 18 giugno 2014, saranno gravati dalla sanzione pari al 50% i clienti dei seguenti istituti: UBS AG, CREDIT SUISSE AG, CREDIT SUISSE FIDES AND CLARIDEN LEU LTD, LICHTSTEINISCHE LANDESBANK AG, ZURCHER CANTONALBANK, CBC FIRST CARIBBEAN INTERNATIONAL BANK LIMITED E I SUOI AFFILIATI, HSBC INDIA.

Per quanto riguarda invece i professionisti, non è stata resa pubblica da parte dell’IRS una lista contenente i nomi di coloro che hanno iniziato a collaborare con le istituzioni statunitensi. È altamente improbabile che venga predisposta una lista degli stessi. Ne consegue che il contribuente, non aggiornato alle ultime notizie, non può prevedere la possibilità che gli venga applicata la sanzione pari al 50% per essersi avvalso della collaborazione di un professionista sottoposto ad indagini.

Tale maggiore sanzione si applicherà all’intero ammontare delle attività finanziarie estere anche qualora le stesse non siano integralmente detenute in uno degli istituti di cui sopra.

Tuttavia la sanzione amministrativa che il contribuente è tenuto a versare a seguito della procedura di disclosure non può essere superiore alla sanzione che sarebbe inflitta al contribuente in caso di accertamento fiscale.

Soggetti che possono aderire al programma: sia le persone fisiche che le società possono optare per la Voluntary Disclosure. Rimangono invece esclusi dalla procedura i soggetti che hanno partecipato attivamente all’apertura e al mantenimento di conti esteri.

Sono altresì esclusi coloro che sono stati sottoposti ad indagini da parte dell’Amministrazione finanziaria o da parte dell’Autorità giudiziaria.

Anche i soggetti che non sono in grado di versare le tasse, le sanzioni e gli interessi dovuti possono optare per la Voluntary disclosure. In questo caso il contribuente sarà tenuto a fornire la prova della propria incapacità di adempiere rendendo edotta l’Amministrazione finanziaria di tutte le disponibilità economiche sia nazionali che straniere.

Il contribuente potrebbe anche chiedere di partecipare al programma mantenendo l’anonimato. Tuttavia tale possibilità comporta maggiori difficoltà pratiche.

Ambito oggettivo del programma: ai fini della disclosure, tutte le attività patrimoniali vengono prese in considerazioni senza alcuna limitazione. Il programma si applica sia ai conti personali intestati al contribuente sia ai conti intestati a Società. Le sanzioni si applicano all’importo complessivo delle attività finanziarie detenute direttamente od indirettamente per mezzo di persone giuridiche in conti stranieri. Ogni asset è valutato separatamente. Non saranno incluse nella base imponibile le disponibilità detenute in anni precedenti al periodo di riferimento.

Prima di aderire al programma di Voluntary Disclosure avente ad oggetto le disponibilità finanziarie detenute all’estero, è necessario dichiarare al Fisco tutti i redditi nazionali precedentemente sottratti al controllo dello stesso. Sarà altresì necessario correggere ogni eventuale errore in cui si sia incorsi negli anni di imposta precedenti alla disclosure.

Tuttavia da tali violazioni deriva l’applicazione di sanzioni amministrative e penali poiché i benefici previsti dalla OVDP si applicano esclusivamente alle attività finanziarie estere non dichiarate negli Stati Uniti e non alle irregolarità riguardanti i redditi nazionali.

Non è previsto un ammontare minimo di adesione al programma, quindi anche un solo dollaro detenuto all’estero comporta l’applicazione delle sanzioni previste dal programma.

Il periodo preso in esame riguarda gli otto anni precedenti alla data in cui il contribuente decide di regolarizzare la propria posizione.

Nel caso in cui i conti esteri siano cointestati, ogni contribuente è tenuto a versare una quota corrispondente alla percentuale da lui detenuta. L’adesione alla Voluntary Disclosure di ciascuno degli intestatari ha effetto esclusivamente per il soggetto medesimo e non esonera gli altri contribuenti dalle loro responsabilità.

Nel caso in cui vi sia un Trust straniero di cui si intende rimpatriare le attività finanziarie, si applicherà allo stesso un’unica sanzione. La sanzione sarà divisa tra i beneficiari in base a criteri discrezionali stabiliti dai medesimi.

Procedura: Il contribuente che intende attivare il programma di rimpatrio delle attività detenute all’estero viene sottoposto ad una procedura preliminare che comporta un primo vaglio dell’Amministrazione finanziaria statunitense in merito alla sussistenza dei requisiti. L’IRS è tenuto a rispondere entro 30 giorni dall’invio della documentazione.

Il superamento di tale fase non implica la successiva applicazione della procedura agevolata.

In caso di risposta negativa, l’IRS potrebbe iniziare un accertamento fiscale fondato su tutta la documentazione fornita dal contribuente ed iniziare un eventuale procedimento penale.

Al termine della procedura preliminare, il contribuente entro 45 giorni dovrà fornire all’Amministrazione finanziaria la lettera di disclosure e tutte le informazioni riguardanti il conto estero. L’amministrazione ha, a sua volta, un termine di 45 giorni entro il quale accettare o respingere la documentazione fornita dal contribuente.

Dalla lettera di accettazione preliminare decorre un termine di 90 giorni per concludere la procedura. Ai fini del perfezionamento della procedura, è necessario che il contribuente versi per intero le imposte, le sanzioni e gli interessi dovuti.

Affinché il contribuente regolarizzi la propria posizione mediante la Voluntary Disclosure, può unicamente aderire alle condizioni prefissate di questo programma senza alcuna possibilità di negoziazione. La procedura, in quanto standardizzata, infatti, non può essere oggetto di alcuna trattativa e al contribuente è negata qualsiasi riduzione oltre il previsto delle sanzioni dovute.

È altresì preclusa la possibilità di impugnare le condizioni applicate nell’ambito della procedura di disclosure.

Tuttavia, il contribuente può decidere di recedere dal programma senza che ne derivi alcun pregiudizio. Qualora però lo stesso si ritiri e interrompa la disclosure, potrebbero essere iniziati accertamenti tributari a suo carico e potrebbero essere applicate le eventuali sanzioni amministrative e penali.

Il professionista coinvolto nell’attività di disclosure è tenuto a fornire all’Amministrazione le informazioni necessarie per attivare la procedura. Queste devono essere tempestive, complete e veritiere.

Affinché il professionista sia esonerato da ogni responsabilità, lo stesso è tenuto a rendere edotto il contribuente in merito a tutte le condizioni della procedura e avvisare lo stesso delle conseguenze derivanti dalla mancata adesione al programma di Voluntary Disclosure.

Sanzioni penali applicabili I contribuenti che decidono di non aderire alla procedura di Voluntary Disclosure potrebbero incorrere nelle seguenti violazioni:

  •   evasione fiscale – punita con la reclusione fino a 5 anni e con una multa fino a 250.000 $;
  •   dichiarazione infedele – punita con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a 250.000 $;
  •   omessa dichiarazione – punita con la reclusione fino ad un anno e con la multa fino a 100.000 $;
  •   omessa dichiarazione FBAR – punita con la reclusione fino a 10 anni e con la multa fino a 500.000 $;
  •   dichiarazione fraudolenta – punita con la reclusione fino a 10 anni e con la multa fino a 250.000 $;
  •   frode fiscale – punita con la reclusione fino a 5 anni e con una multa fino a 250.000 $.