Jan
12

2015

SENZA LA PROVA DELLE CERTIFICAZIONI NON C’E’ REATO DI OMESSO VERSAMENTO



Difensori: avv. Stufanoavv. Gigantino

Il Tribunale di Milano, Sez. I Penale, si è recentemente pronunciato in merito all’omesso versamento di ritenute certificate, analizzando gli elementi costitutivi di questo reato. Nello specifico, la pronuncia in esame stabilisce che non può essere affermata la responsabilità penale dell’imputato in ordine al reato di cui all’art. 10 bis D.Lgs. 74/2000 se non viene fornita dall’accusa la prova, non solo dell’effettuazione della ritenuta, ma anche dell’emissione ai sostituiti di imposta delle certificazioni. Il solo modello 770, infatti, non è sufficiente a comprovare il rilascio di dette certificazioni.

Il reato si intende integrato solo nel caso in cui il sostituto di imposta rilasci ai sostituiti i prescritti CUD ma non provveda a versare le somme trattenute a titolo di ritenuta entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale.

Pertanto il precedente rilascio delle certificazioni costituisce requisito essenziale per l’integrazione del reato nonché elemento di discrimine tra l’illecito penalmente rilevante di cui all’art. 10 bis D.Lgs. 74/2000 e quello amministrativo disciplinato dall’art. 13, comma 1, D.Lgs. 471/1997.

L’illecito amministrativo e quello penale sono infatti in rapporto di progressione criminosa, ritenuto che la fattispecie criminosa prevede degli elementi ulteriori rispetto a quella sanzionata dall’art. 13 D. Lgs. 471/1997, quali la soglia quantitativa di punibilità, il termine di perfezionamento del reato e, appunto, la certificazione delle ritenute dichiarate.

Ne consegue che il soggetto che abbia effettuato le ritenute, senza rilasciare la relativa certificazione, e abbia successivamente omesso di versarle all’Erario, risponderà solamente dell’illecito amministrativo.

Tuttavia per la sussistenza dell’illecito penale è necessario che venga provata non solo la condotta omissiva ma anche che il sostituto abbia precedentemente rilasciato le certificazioni di cui si è poi omesso il versamento delle ritenute.

Questa condotta commissiva assurge al ruolo di elemento costitutivo della fattispecie di reato -perché richiesta espressamente dalla norma penale – e, in quanto tale, deve essere provata tramite indizi plurimi, gravi, precisi e concordanti. E tale onere non si intende assolto con la presentazione del modello 770 che può costituire la prova dell’effettuazione e del versamento delle ritenute ma non anche del rilascio delle certificazioni ai sostituti di imposta.

Sul punto si è recentemente pronunciata la Suprema Corte di Cassazione (cfr. Sezioni Unite n. 37425 del 28/03/2013-dep. 12/09/2013, Favellato) e sulla base delle argomentazioni dei giudici di legittimità, il tribunale di Milano, nel decidere il caso in esame, ha ritenuto che l’imputato dovesse essere assolto con formula piena per mancata acquisizione nel processo della prova dell’elemento costitutivo del reato consistente nel concreto rilascio ai sostituti delle certificazioni delle ritenute operate.

 

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