Oct
04

2017

Il prestito non integra appropriazione indebita.



Il Tribunale di Milano, Sez. IV Penale, si è recentemente pronunciato in merito al reato di appropriazione indebita, analizzandone l’elemento oggettivo.

Nello specifico la pronuncia in esame sancisce che non sussiste il delitto in questione nell’ipotesi in cui l’amministratore di una società riceve dalla stessa una somma a titolo di prestito, riconosce il debito, lo espone puntualmente nei bilanci e lo restituisce alla società, nel caso di specie tramite la distribuzione degli utili.

L’elemento oggettivo del reato di appropriazione indebita, infatti, consiste nell’ interversione del possesso del bene, ossia nella condotta del soggetto che, in possesso della cosa, si comporta verso la stessa come se ne fosse il proprietario, disponendo della cosa come se fosse sua.

La condotta dell’amministratore della società che acquisisce a titolo di prestito una somma di denaro non è caratterizzata dalla volontà di farla propria ed incompatibile con quell’interversione del possesso richiesta per la configurazione del reato di appropriazione indebita.

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