Mar
09

2016

La motivazione di un accertamento non è modificabile in giudizio



Con la sentenza 4 marzo 2016 n. 4327, la Corte di Cassazione torna ad affrontare il tema del rapporto fra motivi dell’accertamento e diritto di difesa del contribuente.

Secondo quanto statuiscono i giudici di legittimità della V sezione, durante la fase contenziosa attivata dal contribuente con l’impugnazione, l’Amministrazione finanziaria non può mutare le ragioni poste a fondamento dell’atto impositivo. Se ciò avvenisse, il contribuente subirebbe una lesione della garanzia del diritto di difesa.

La motivazione dell’atto impositivo – afferma la Suprema Corte – ha, infatti, la funzione «di delimitare l’ambito delle contestazioni proponibili dall’Ufficio nel successivo giudizio di merito e di mettere il contribuente in grado di conoscere l’an e il quantum della pretesa tributaria al fine di approntare un’idonea difesa.

D’altra parte, la modifica in giudizio della motivazione di un accertamento si traduce nel mutamento di un elemento essenziale dell’atto, qual è appunto la motivazione. E questo, indipendentemente dalla tutela del diritto di difesa, è escluso dalla giurisprudenza in ragione dei vincoli cui soggiace un atto di natura amministrativa.

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