May
21

2015

QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE PER IL REATO DI OMESSO VERSAMENTO IVA



Il Tribunale di Bologna, con ordinanza del 21 aprile 2015, ha sollevato questione di legittimità costituzionale per violazione dell’art. 117, c. 1, Cost. in relazione all’art. 4 del Protocollo n. 7 CEDU, dell’art. 649 c.p., in relazione al reato di omesso versamento I.V.A. di cui all’art. 10ter d.lgs. 74/2000, nella parte in cui non prevede l’applicabilità del divieto di un secondo giudizio al caso in cui all’imputato sia stato giudicato, con provvedimento irrevocabile, per il medesimo fatto nell’ambito di un procedimento amministrativo con una sanzione alla quale debba riconoscersi natura penale alla luce della CEDU e dei relativi protocolli.

Superando l’interpretazione fornita dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 37424/2013, il Tribunale ha ritenuto che non sia presente un rapporto di progressione criminosa tra la sanzione amministrativa di cui all’art. 13 d.lgs. 471/1997 ed il reato di omesso versamento I.V.A. Queste disposizioni puniscono i medesimi fatti concreti e, di conseguenza, il procedimento penale e quello amministrativo vertono sulla stessa violazione, senza che possa rilevare la previsione di un termine diverso di scadenza ovvero di una soglia di punibilità penale. Ciò a maggior ragione se si applicano i criteri interpretativi delineati dalla Corte EDU a partire dalla sentenza Engel e altri c. Paesi Bassi dell’8 giugno 1976.

La richiesta di pronuncia costituzionale additiva all’art. 649 c.p.p. si dimostra come l’unico rimedio idoneo a scongiurare l’incompatibilità del doppio binario previsto dal legislatore italiano in materia tributaria con il divieto convenzionale del ne bis in idem previsto dalla CEDU. Sia il principio di specialità di cui all’art. 19 d.lgs. 74/2000 sia il meccanismo atto ed evitare il cumulo sanzionatorio ex art. 21 d.lgs. 74/2000 non sono idonei ad impedire che si creino situazioni in cui il contribuente, al momento dell’esito del procedimento penale, abbia già corrisposto la sanzione formalmente amministrativa. Inoltre, è lo stesso art. 13, c. 2, d.lgs. 74/2000 che, nella formulazione attuale, prevede l’applicazione di una circostanza attenuante nell’ipotesi in cui l’imputato abbia versato il debito tributario comprensivo di sanzione.

View Fullscreen