Nella seduta del 4 dicembre 2014, il Senato ha approvato il testo definitivo della legge che introduce nell’ordinamento italiano un programma di collaborazione volontaria per il rientro dei capitali dall’estero ed il reato di autoriciclaggio.

La legge, in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà vigente dopo l’ordinario periodo di vacatio legis, pari a quindici giorni.

Il testo del ddl. 1642 coincide con quello già approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 16 ottobre: il Senato ha infatti respinto i 128 emendamenti proposti durante la discussione in assemblea.

La volontà di rendere celere l’approvazione di un testo definitivo contente la disciplina del rientro dei capitali esteri e l’introduzione dell’autoriciclaggio, seppur pregevole, ha tuttavia lasciato per ora irrisolte alcune problematiche per le quali sarebbe stato auspicabile l’intervento legislativo. Si tratta, in particolare, delle seguenti questioni:

  • Possibilità per il contribuente di poter avere il riconoscimento in Italia delle imposte già versate nel Paese estero in cui detiene i propri capitali;
  • Disciplina degli adempimenti antiriciclaggio per gli intermediari finanziari cui, prima della presentazione dell’istanza di voluntary disclosure, il contribuente attribuisce l’intestazione delproprio patrimonio estero, soprattutto alla luce del nuovo reato di autoriciclaggio;
  • Mancata previsione di una causa di non punibilità per il reato di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, previsto dall’art. 8 d.lgs. 74/2000;
  • Omessa disciplina in merito al raddoppio dei termini di accertamento per le sanzioni comminabili in relazione all’omessa compilazione del quadro RW del modello UNICO annuale;
  • Nessuna disposizione in merito alla possibilità o meno di raddoppiare i termini di accertamento in ipotesi di violazione di una norma penale, coperta dalla causa di non punibilità prevista per la voluntary disclosure.