L’Amministrazione finanziaria non può emettere una cartella utilizzando lo strumento del controllo formale, di cui all’art. 36 ter d.P.R. 600/1973, nel caso in cui sia necessario interpretare e valutare la documentazione prodotta dal contribuente, allo scopo di determinare la detraibilità dei costi. In questa ipotesi è necessario un avviso di accertamento esplicitamente motivato.

Questo è quanto affermato dalla Ctp di Milano con la sentenza in esame che riguarda la detrazione dei costi per il recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico, sostenuti e documentati dal contribuente. La mancata emissione degli avvisi di accertamento, con riferimento all’anno in cui i costi sono stati sostenuti e hanno dato origine al presupposto del diritto alla detrazione, non permette infatti al contribuente di far valere le proprie ragioni in sede di contraddittorio necessario.

Questo principio è consolidato nella giurisprudenza di legittimità (tra le tante Cass. Civ. n. 5464/2008 e Cass. Civ. Sez. V n. 8359/2006) secondo cui il potere attribuito agli uffici finanziari, in base all’art. 36 – ter del d.P.R.600/1973, di escludere la detrazione dall’imposta dei costi, non è esercitabile quando, per stabilirne l’indetraibilità, sia necessario procedere all’ interpretazione della documentazione allegata, occorrendo in tali casi un atto di accertamento esplicitamente motivato.

Dott.ssa Pamela Nittoli