È necessario l’avviso di accertamento per stabilire la detraibilità dei costi documentati dal contribuente.

L’Amministrazione finanziaria non può emettere una cartella utilizzando lo strumento del controllo formale, di cui all’art. 36 ter d.P.R. 600/1973, nel caso in cui sia necessario interpretare e valutare la documentazione prodotta dal contribuente, allo scopo di determinare la detraibilità dei costi. In questa ipotesi è necessario un avviso di accertamento esplicitamente motivato.

Questo è quanto affermato dalla Ctp di Milano con la sentenza in esame che riguarda la detrazione dei costi per il recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico, sostenuti e documentati dal contribuente. La mancata emissione degli avvisi di accertamento, con riferimento all’anno in cui i costi sono stati sostenuti e hanno dato origine al presupposto del diritto alla detrazione, non permette infatti al contribuente di far valere le proprie ragioni in sede di contraddittorio necessario.

Questo principio è consolidato nella giurisprudenza di legittimità (tra le tante Cass. Civ. n. 5464/2008 e Cass. Civ. Sez. V n. 8359/2006) secondo cui il potere attribuito agli uffici finanziari, in base all’art. 36 – ter del d.P.R.600/1973, di escludere la detrazione dall’imposta dei costi, non è esercitabile quando, per stabilirne l’indetraibilità, sia necessario procedere all’ interpretazione della documentazione allegata, occorrendo in tali casi un atto di accertamento esplicitamente motivato.

Dott.ssa Pamela Nittoli

A giugno 2010 ha fondato lo Studio legale e fiscale Stufano Gigantino e associati. Si occupa di diritto tributario e finanziario, diritto penale dell’economia e di Merger & Acquisition. Ha risolto con successo complesse vertenze tributarie per prestigiosi gruppi bancari e industriali, nazionali e multinazionali. E’ intervenuto con successo nella difesa della multinazionale Daihatsu Corp. nel procedimento in Cassazione culminato nella nota sentenza n. 1465/2009 con la quale è stato affermato il principio di non configurabilità di un abuso di diritto e di elusione fiscale nel perseguimento di un progetto di joint venture. Ha curato negli anni diverse operazioni straordinarie e di M&A. Ha assistito alcune famiglie storiche della compagine sociale di Gardaland S.p.A. nella complessa e nota negoziazione che si è conclusa con successo nell’aprile 2005. Ha partecipato quale advisor legale in progetti di riorganizzazione societaria e di creazione di fondi di investimento. E’ consulente e difensore di alcuni importanti gruppi industriali e bancari.

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