Il conferimento d’azienda e la successiva scissione non configurano un’operazione elusiva.

Questa sentenza della Ctr per la Lombardia stabilisce che l’Amministrazione finanziaria deve accertare in concreto il comportamento del contribuente per verificare se quest’ultimo ha utilizzato stratagemmi al fine di ottenere un indebito vantaggio fiscale, in quanto il contribuente non può essere obbligato ad organizzare i propri affari economici nel modo fiscalmente più oneroso.

I giudici di secondo grado hanno ritenuto che la duplice operazione, consistita nel conferimento di azienda (comprensiva di alcuni immobili) in una società le cui quote erano possedute dai contribuenti, e nella successiva scissione proporzionale di detta società con assegnazione del ramo immobiliare a una neocostituita immobiliare le cui partecipazioni venivano attribuite ai soci della società scissa, non fosse un’operazione elusiva in quanto ampiamente giustificata sotto il profilo economico. I contribuenti hanno legittimamente scelto di adottare una soluzione lineare, composta da due operazioni, più conveniente rispetto alla triplice operazione prospettata dall’Amministrazione (vendita degli immobili di proprietà dei contribuenti alla società con successivo conferimento d’azienda e scissione).

Non sussisteva, inoltre, l’intenzione di aggirare l’art. 67 del TUIR in quanto i contribuenti avrebbero potuto vendere gli immobili alla società senza comunque dare luogo a plusvalenza tassabile solo pochi giorno dopo la scissione, essendo trascorsi 5 anni dall’acquisto dei predetti beni.

Questo principio è confermato da una recente risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 98/E del 26 luglio 2017), per cui l’operazione di scissione funzionale all’assegnazione di beni immobili ai soci non risulta abusiva ai sensi dell’art. 10 bis della l.212/2000, in quanto è conforme alle norme fiscali, non realizza un vantaggio fiscale indebito ed ha una sostanza economica, poiché consente la fuoriuscita dalla società scissa di una parte degli immobili e l’assegnazione dei medesimi ai soci. L’operazione di scissione è, infatti, fiscalmente neutrale e il passaggio del patrimonio dalla società scissa alla newco non determina la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal regime ordinario d’impresa.

Dott.ssa Pamela Nittoli

A giugno 2010 ha fondato lo Studio legale e fiscale Stufano Gigantino e associati. Si occupa di diritto tributario e finanziario, diritto penale dell’economia e di Merger & Acquisition. Ha risolto con successo complesse vertenze tributarie per prestigiosi gruppi bancari e industriali, nazionali e multinazionali. E’ intervenuto con successo nella difesa della multinazionale Daihatsu Corp. nel procedimento in Cassazione culminato nella nota sentenza n. 1465/2009 con la quale è stato affermato il principio di non configurabilità di un abuso di diritto e di elusione fiscale nel perseguimento di un progetto di joint venture. Ha curato negli anni diverse operazioni straordinarie e di M&A. Ha assistito alcune famiglie storiche della compagine sociale di Gardaland S.p.A. nella complessa e nota negoziazione che si è conclusa con successo nell’aprile 2005. Ha partecipato quale advisor legale in progetti di riorganizzazione societaria e di creazione di fondi di investimento. E’ consulente e difensore di alcuni importanti gruppi industriali e bancari.

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